Friday 10 February 2012, 01:39

Da un carcere minorile in Italia 64° suicidio

discriminazione

Sarò breve a scrivere, copio solo   righe di cronaca,forse  tanto quanto avrà impiegato ad uccidersi, impiccandosi al bagno, un giovane marocchino che stava per compiere 18 anni, a Firenze, in un carcere, l’Istituto penale minorile Meucci.Va aggiornato il Dato del Dossier Morire di Carcere: 64 suicidi dall’inizio dell’anno, totale 155 morti.

Doriana Goracci

Dall’Ansa

Si è ucciso alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, schiacciato da una detenzione che non sopportava più. Un ragazzo marocchino si è impiccato nell’ istituto penale minorile Meucci di Firenze. Era arrivato lì da poco tempo. Le forze dell’ ordine lo avevano sorpreso a Lucca mentre cercava di rubare. Tentato furto era l’accusa per cui era detenuto: il processo era stato fissato per il 23 novembre prossimo. Una storia di solitudine e di disagio profondo quella del giovane venuto dal Magreb e finita in un penitenziario.

“Era solo ed aveva bisogno di un altro tipo di assistenza”, rivela Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze. Forse gli addetti non hanno capito il suo disagio, così come i suoi compagni di cella non hanno intuito che qualcosa di tragico si stava consumando a un metro da loro. E tra chi si occupa di giustizia minorile ora c’é sconforto e dolore. Sono le 18, è il momento della doccia. Tocca al giovane marocchino: poche parole con gli altri tre detenuti e l’ ingresso nel bagno. Il ragazzo ha già deciso tutto: porta con sé un lenzuolo lo bagna, lo arrotola, lo lega stretto alle sbarre della finestra del bagno. Poi apre l’ acqua della doccia, forse per coprire eventuali rumori: sale su una scarpiera, si lega il lenzuolo al collo, si lascia cadere e muore impiccato. Il giudice non lo vedrà, mentre della sua vicenda si sta già interessando il sostituto procuratore della repubblica di Firenze Tommaso Coletta. A scoprire il cadavere del giovane sono stati gli agenti della sorveglianza, chiamati dai compagni di cella che non vedendo uscire il magrebino dal bagno si sono allarmati. Lo hanno chiamato più volte. Dal bagno nessuna risposta, solo il rumore dell’ acqua aperta nella doccia. Così sono intervenuti gli agenti che hanno scoperto il ragazzo con il lenzuolo al collo. C’é stato un tentativo per rianimarlo, ma subito i soccorritori si sono accorti che nulla era possibile fare per salvarlo.

E dopo la morte del ragazzo, Corleone lancia l’ ennesimo allarme. “In questo anno i suicidi, gli episodi di autolesionismo e le morti in carcere sono stati troppi. E anche per quello minorile di Firenze si comincia a parlare di sovraffollamento. Una sezione è chiusa per carenza di personale e nell’ altra abbiamo registrato anche fino a 28 presenze: troppe. Dobbiamo avere il coraggio di avviare un discorso nuovo. Serve più coraggio. Serve una struttura aperta e non il microcarcere che scimmiotta quello per adulti. Questo ragazzo non aveva bisogno del carcere, ma di altro”.

Dalla banda di caricamento… un saluto per chi non si è “integrato”



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  1. Eugenio Viceconte | 20 novembre 2009 13:32 | Rispondi

    Una riflessione su questo episodio.

    Prima di essere un minore in carcere, arrestato per furto, questo ragazzo era quello che la legislazione definisce un “minore non accompagnato”.

    Uno status giuridicamente definito che garantirebbe loro una serie di diritti.

    Trovate una scheda su questo all’indirizzo: http://www.meltingpot.org/articolo2147.html

    Il fatto stesso che questo ragazzo si sia trovato in condizione di “cercare di rubare” dimostra il fallimento totale della capacità di accogliere di questo nostro paese sempre più barbaro.

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