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	<title>Commenti a: Per non confondere i Rom con la Romania</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Davide Galati</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11408-per-non-confondere-i-rom-con-la-romania/comment-page-1/#comment-8903</link>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:14:43 +0000</pubDate>
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		<description>Forse ti sfugge la prospettiva ignorantissima di certi ambiti del nordest, che non sanno neppure bene di cosa parlano quando parlano di rom, rom-ania, ecc...tu hai una conoscenza raffinata del tema, ma ti posso assicurare che certe volte fissare dei paletti minimi è necessario. Il tuo punto di vista è troppo alto...forse quello che cercavo di far comprendere io è troppo basso...
Senza nessuna conseguenza politica da parte mia; sono d&#039;accordo con te sul fatto che siano &quot;rumeni a tutti gli effetti e cittadini europei&quot;, non era questo il punto, nel mio discorso.
Per il resto ho letto con interesse quanto mi hai scritto.
&quot;Campo nomadi&quot; non è un termine mio; penso però che piuttosto sia interessante cercare di comprendere quanto è successo a Padova in quell&#039;episodio; spesso la mia città è anticipatrice di fenomeni, nel bene e nel male (ad esempio ricorderai il caso del muro di Via Anelli).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse ti sfugge la prospettiva ignorantissima di certi ambiti del nordest, che non sanno neppure bene di cosa parlano quando parlano di rom, rom-ania, ecc&#8230;tu hai una conoscenza raffinata del tema, ma ti posso assicurare che certe volte fissare dei paletti minimi è necessario. Il tuo punto di vista è troppo alto&#8230;forse quello che cercavo di far comprendere io è troppo basso&#8230;<br />
Senza nessuna conseguenza politica da parte mia; sono d&#8217;accordo con te sul fatto che siano &#8220;rumeni a tutti gli effetti e cittadini europei&#8221;, non era questo il punto, nel mio discorso.<br />
Per il resto ho letto con interesse quanto mi hai scritto.<br />
&#8220;Campo nomadi&#8221; non è un termine mio; penso però che piuttosto sia interessante cercare di comprendere quanto è successo a Padova in quell&#8217;episodio; spesso la mia città è anticipatrice di fenomeni, nel bene e nel male (ad esempio ricorderai il caso del muro di Via Anelli).</p>
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		<title>Di: Eugenio Viceconte</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11408-per-non-confondere-i-rom-con-la-romania/comment-page-1/#comment-8898</link>
		<dc:creator>Eugenio Viceconte</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:53:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ma la difesa della diversità culturale è una cosa, cosa ben diversa è dare una matrice di omogeneità etnico/culturale a delle tesi politiche.

Quello che contesto nella assunzione di fondo del tuo articolo non è la disamina della particolarità culturale rom, che io ritengo un valore ed un patrimonio dell&#039;umanità.

Viceversa il concetto di &quot;rumeno&quot;, come quello di &quot;padano&quot;, &quot;italiano&quot; associato ad una purezza culturale, etnico razziale è un concetto sostanzialmente nazista.

Le persone di cultura Rom provenienti dalla Romania, sono, in barba a tutti i razzismi insiti e montanti in quella società, rumeni a tutti gli effetti e cittadini europei, nessuno può alienarli da questo basilare diritto di cittadinanza.
Ma poi c&#039;è di più, a queste persone, vengono &quot;appiccicati&quot; degli stereotipi culturali che non gli appartengono.
Primo fra tutti quello del &quot;nomadismo&quot;. 
La comunità rom rumena, come quasi tutte le comunità rom e sinte, non è una comunità di Nomadi.
In Romania, come in tutti i paesi dell&#039;est e balcanici, la gente Rom vive da almeno cento anni in case.
Solo in Italia, con una sciagurata politica sociale si è associata agli &quot;zingari&quot; tutti l&#039;esigenza che era propria solo di una piccola parte delle comunità italiane (soprattutto sinti e giostrai che pur non essendo nomadi, infatti hanno tutti una residenza fissa, praticavano mestieri tradizionali &quot;girovaghi&quot;, circensi, giostrai, artigiani dei metalli, allevatori. Quindi non nomadi ma in movimento stagionale sui cicli tradizionali del lavoro, le fiere, le stagioni agricole).
La legislazione italiana degli ultimi anni e le ordinanze municipali ha trasformato questa esigenza di pochi (negandola, oggi i giostrai non riescono più a piazzare una roulote davanti alle loro giostre) in un modo di abitare per tutti quelli definiti &quot;zingari&quot;.

Quelli che chiami &quot;campi nomadi&quot; non lo sono per niente, sono bidonville e ghetti in cui sono sono confinati persone in emergenza abitativa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la difesa della diversità culturale è una cosa, cosa ben diversa è dare una matrice di omogeneità etnico/culturale a delle tesi politiche.</p>
<p>Quello che contesto nella assunzione di fondo del tuo articolo non è la disamina della particolarità culturale rom, che io ritengo un valore ed un patrimonio dell&#8217;umanità.</p>
<p>Viceversa il concetto di &#8220;rumeno&#8221;, come quello di &#8220;padano&#8221;, &#8220;italiano&#8221; associato ad una purezza culturale, etnico razziale è un concetto sostanzialmente nazista.</p>
<p>Le persone di cultura Rom provenienti dalla Romania, sono, in barba a tutti i razzismi insiti e montanti in quella società, rumeni a tutti gli effetti e cittadini europei, nessuno può alienarli da questo basilare diritto di cittadinanza.<br />
Ma poi c&#8217;è di più, a queste persone, vengono &#8220;appiccicati&#8221; degli stereotipi culturali che non gli appartengono.<br />
Primo fra tutti quello del &#8220;nomadismo&#8221;.<br />
La comunità rom rumena, come quasi tutte le comunità rom e sinte, non è una comunità di Nomadi.<br />
In Romania, come in tutti i paesi dell&#8217;est e balcanici, la gente Rom vive da almeno cento anni in case.<br />
Solo in Italia, con una sciagurata politica sociale si è associata agli &#8220;zingari&#8221; tutti l&#8217;esigenza che era propria solo di una piccola parte delle comunità italiane (soprattutto sinti e giostrai che pur non essendo nomadi, infatti hanno tutti una residenza fissa, praticavano mestieri tradizionali &#8220;girovaghi&#8221;, circensi, giostrai, artigiani dei metalli, allevatori. Quindi non nomadi ma in movimento stagionale sui cicli tradizionali del lavoro, le fiere, le stagioni agricole).<br />
La legislazione italiana degli ultimi anni e le ordinanze municipali ha trasformato questa esigenza di pochi (negandola, oggi i giostrai non riescono più a piazzare una roulote davanti alle loro giostre) in un modo di abitare per tutti quelli definiti &#8220;zingari&#8221;.</p>
<p>Quelli che chiami &#8220;campi nomadi&#8221; non lo sono per niente, sono bidonville e ghetti in cui sono sono confinati persone in emergenza abitativa.</p>
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		<title>Di: Davide Galati</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11408-per-non-confondere-i-rom-con-la-romania/comment-page-1/#comment-8896</link>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:40:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/?p=11408#comment-8896</guid>
		<description>Ciao, devo innanzitutto ringraziarti perchè il tuo è un commento molto competente e posso senz&#039;altro condividerne lo spirito: d&#039;accordo, cerchiamo di evitare certi rischi.

Tuttavia: tieni conto che il razzismo funziona anche al contrario! Ovvero omologazione per respingere. In certi ambiti del Norditalia da dove provengo io (sono di Padova), l&#039;ignoranza su questi temi è colossale, e su questa vengono costruiti i cavalli di battaglia della Lega o delle altre destre xenofobe.
Io penso che sia importante piantare dei buoni paletti per correggere certi pregiudizi. Il mio non è certo un contributo così originale - a parte un po&#039; di approfondimento sull&#039;origine della diaspora rom: e questo da dove credi che l&#039;abbia ricavato? Dai siti romanì!! E da un importante libro romanì! Sono loro stessi i primi ad avere l&#039;orgoglio della propria identità etnica (non certo di razza). Ne ha scritto ad es. V.Arrigoni, ne scrivono gli osservatori sul razzismo. Il viaggio dall&#039;India si trova ad esempio anche nei film del gitano Tony Gatlif. Ecc. ecc...

Da queste parti, dispiace dirlo, i campi rom non sono per niente ben visti (per motivi che lascio impliciti, e non fraintendermi su questo punto): si fa presto a fare di tutto un identico fascio e affermare che rom e romeni sono uguali e tutti individui sporchi, ladri, incivili, che non vogliamo in questo paese. 

E&#039; quel genere di propaganda che finisce per affermare che alla fin fine un po&#039; tutti gli immigrati sono simili, inferiori rispetto alla nostra più alta cultura e civiltà che starebbero infettando, e quindi è giusto respingerli. Cancellando ogni diversità culturale e ogni apporto. (I Rom, come descrivi bene tu, sono peraltro un discorso del tutto differente, dato che sono radicati storicamente in Italia da tanto tempo. E mi pare importante distinguerlo!).

Io considero come problema più urgente l&#039;ignoranza omologante/respingente, in certi contesti che conosco bene. 

Ti saluto, alla prossima,
Davide Galati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, devo innanzitutto ringraziarti perchè il tuo è un commento molto competente e posso senz&#8217;altro condividerne lo spirito: d&#8217;accordo, cerchiamo di evitare certi rischi.</p>
<p>Tuttavia: tieni conto che il razzismo funziona anche al contrario! Ovvero omologazione per respingere. In certi ambiti del Norditalia da dove provengo io (sono di Padova), l&#8217;ignoranza su questi temi è colossale, e su questa vengono costruiti i cavalli di battaglia della Lega o delle altre destre xenofobe.<br />
Io penso che sia importante piantare dei buoni paletti per correggere certi pregiudizi. Il mio non è certo un contributo così originale &#8211; a parte un po&#8217; di approfondimento sull&#8217;origine della diaspora rom: e questo da dove credi che l&#8217;abbia ricavato? Dai siti romanì!! E da un importante libro romanì! Sono loro stessi i primi ad avere l&#8217;orgoglio della propria identità etnica (non certo di razza). Ne ha scritto ad es. V.Arrigoni, ne scrivono gli osservatori sul razzismo. Il viaggio dall&#8217;India si trova ad esempio anche nei film del gitano Tony Gatlif. Ecc. ecc&#8230;</p>
<p>Da queste parti, dispiace dirlo, i campi rom non sono per niente ben visti (per motivi che lascio impliciti, e non fraintendermi su questo punto): si fa presto a fare di tutto un identico fascio e affermare che rom e romeni sono uguali e tutti individui sporchi, ladri, incivili, che non vogliamo in questo paese. </p>
<p>E&#8217; quel genere di propaganda che finisce per affermare che alla fin fine un po&#8217; tutti gli immigrati sono simili, inferiori rispetto alla nostra più alta cultura e civiltà che starebbero infettando, e quindi è giusto respingerli. Cancellando ogni diversità culturale e ogni apporto. (I Rom, come descrivi bene tu, sono peraltro un discorso del tutto differente, dato che sono radicati storicamente in Italia da tanto tempo. E mi pare importante distinguerlo!).</p>
<p>Io considero come problema più urgente l&#8217;ignoranza omologante/respingente, in certi contesti che conosco bene. </p>
<p>Ti saluto, alla prossima,<br />
Davide Galati</p>
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		<title>Di: Eugenio Viceconte</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11408-per-non-confondere-i-rom-con-la-romania/comment-page-1/#comment-8887</link>
		<dc:creator>Eugenio Viceconte</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:58:57 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;articolo riprende tesi molto care a certa ideologia razzista (Ci sono manifesti di Forza Nuova che insistono sulla differenza RAZZIALE tra Rom e Rumeni).

Un rumeno, un italiano è un cittadino che ha tutti i diritti ed i doveri relativi al suo status giuridico.

Invece un cittadino rumeno, che appartenga alla cultura minoritaria rom, o a quella ungherese, o a quella italiana (ci sono minoranze italiofane in Romania), o a quella bulgara o tedesca, è comunque a tutti gli effetti sempre e comunque RUMENO esattamente come quelli appartenenti alla cultura maggioritaria.

Un italiano, di cultura rom, ladina, germanofona, valdostana, albanese, occitana, e via dicendo è sempre e comunque Italiano.

In più le culture minoritarie avrebbero, in base al diritto internazionale, dei diritti in a difesa dello specifico culturale.

Nessuno si sognerebbe mai di dire che le comunità di piana degli albanesi, di cultura e lingua albanese, insediate in sicilia a partire dal 1400 non è una comunità di italiani.

Le comunità Rom e Sinte italiane sono sul territorio italiano da un paio di secoli prima degli Albanesi, ed in Romania da prima. 
Per loro ci si permette il lusso di mettere in dubbio l&#039;appartenenza alla comunità nazionale.

Ci si dimentica che la cultura di un paese nasce dalla relazione tra differenze culturali, relazione che non ha niente a che vedere con l&#039;omogeneità razzista e monoculturale.

Il contributo dei Rom e dei Sinti alla cultura europea e tutt&#039;altro che trascurabile.

Per parlare della cultura Italiana cosa c&#039;è di più nazional-popolare del circo e della giostra nella festa di piazza, della fisarmonica per la festa popolare ?  Tutti contributi della cultura minoritaria rom.

Per non parlare dei contributi alla cultura alta, ad esempio liutai come il maestro Guarineri del Gesù, pittori come Antonio Solario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo riprende tesi molto care a certa ideologia razzista (Ci sono manifesti di Forza Nuova che insistono sulla differenza RAZZIALE tra Rom e Rumeni).</p>
<p>Un rumeno, un italiano è un cittadino che ha tutti i diritti ed i doveri relativi al suo status giuridico.</p>
<p>Invece un cittadino rumeno, che appartenga alla cultura minoritaria rom, o a quella ungherese, o a quella italiana (ci sono minoranze italiofane in Romania), o a quella bulgara o tedesca, è comunque a tutti gli effetti sempre e comunque RUMENO esattamente come quelli appartenenti alla cultura maggioritaria.</p>
<p>Un italiano, di cultura rom, ladina, germanofona, valdostana, albanese, occitana, e via dicendo è sempre e comunque Italiano.</p>
<p>In più le culture minoritarie avrebbero, in base al diritto internazionale, dei diritti in a difesa dello specifico culturale.</p>
<p>Nessuno si sognerebbe mai di dire che le comunità di piana degli albanesi, di cultura e lingua albanese, insediate in sicilia a partire dal 1400 non è una comunità di italiani.</p>
<p>Le comunità Rom e Sinte italiane sono sul territorio italiano da un paio di secoli prima degli Albanesi, ed in Romania da prima.<br />
Per loro ci si permette il lusso di mettere in dubbio l&#8217;appartenenza alla comunità nazionale.</p>
<p>Ci si dimentica che la cultura di un paese nasce dalla relazione tra differenze culturali, relazione che non ha niente a che vedere con l&#8217;omogeneità razzista e monoculturale.</p>
<p>Il contributo dei Rom e dei Sinti alla cultura europea e tutt&#8217;altro che trascurabile.</p>
<p>Per parlare della cultura Italiana cosa c&#8217;è di più nazional-popolare del circo e della giostra nella festa di piazza, della fisarmonica per la festa popolare ?  Tutti contributi della cultura minoritaria rom.</p>
<p>Per non parlare dei contributi alla cultura alta, ad esempio liutai come il maestro Guarineri del Gesù, pittori come Antonio Solario</p>
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