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Le femministe sono felici, anzi felicissime

Gira voce che le donne siano infelici per colpa delle femministe, anzi che le femministe siano propriamente infelici e contagiose. La notizia parte da una ricerca d’oltreoceano e arriva fino a noi con tanto di timbro di grandi quotidiani e solite firmuncole maschiliste [in basso trovate tutti i link].

Vogliamo dirvi che avete ragione e per dimostrarvi quanto soffriamo vogliamo raccontarvi una nostra giornata tipo. Sappiamo di poter contare sulla vostra magnifica solidarietà e attenzione, oh voi che siete così gentili con i casi umani.

Alla mattina ci svegliamo ad un’ora indecente. Niente a che fare con i sani risvegli all’alba delle nostre mamme. Noi restiamo a letto fino al sorgere del sole e ci ostiniamo ad usare gli elettrodomestici per fare il bucato e lavare i piatti invece che andare al fiume o stare ore ad insaponare posate.

Solitamente evitiamo di preparare la colazione per tutti. Abbiamo passato parte della vita ad assicurarci che chi vive assieme a noi sia [email protected] a sufficienza da poter fare da se’. Questo, lo capiamo, ci ha privato di quella meravigliosa gratitudine destinata a chi compie un servizio per te. Le nostre famiglie soffrono in effetti di astinenza e praticano terapia di gruppo presso un ristorante dove c’è un insieme di cameriere che vengono accolte con applausi ad ogni portata e sono oggetto di riconoscenza e ringraziamenti. Più la mancia.

Se abbiamo figli decidiamo tristemente, ed è una sofferenza estrema, credeteci, di affidarli a servizi, strutture che stanno lì apposta e se non ci sono osiamo persino rivendicarli perchè il nostro masochismo non ha limiti.

Se quei figli non li abbiamo, lasciamo aperto il cranio affinchè la binetti e la roccella ci raggiungano telepaticamente con il loro disprezzo. E soffriamo, soffriamo, soffriamo. Perchè avremmo voluto un utero all’altezza delle caviglie a furia di sgravare, cicatrici dappertutto da compensare con la gioia di notti di pianto e pannolini sporchi e tutto il repertorio perchè in casa, si sa, se c’è un piatto di pasta in più, un figlio si può sempre fare.

Il nostro pranzo è il massimo della sofferenza perchè per punirci fino in fondo abbiamo scelto partner che ci privano della gioia di sudare, correre e faticare e – tu pensa – mettono la pentola sul fuoco, preparano un buon sugo e apparecchiano anche la tavola. Nulla a che fare con i bei muscoli che si facevano le nostre madri per scannare l’animale vivo portato in casa dal virile marito cacciatore, o per impastare pane e pasta come dio comanda.

Il pomeriggio è un supplizio atroce perchè contiamo di realizzarci e dare spazio alle nostre aspirazioni invece che optare per il ruolo di donna faro, che sempre lì sta e tutto illumina d’immenso. Oh che felicità deve essere stata per le nostre mamme restare tutti i pomeriggi a stirare in piedi e senza smettere. Che meraviglia il relax scelto per loro fatto di telenovelas e di programmi pomeridiani tanto, ma tanto, ma tanto intelligenti.

E la sera, è proprio vero, è l’orrore tra gli orrori. Niente ore e ore a preparare la cena, niente lavaggio dei piedi del nostro cristo redentore signore e marito, niente treccia alle figlie e consumare la vista a cucire il corredo, niente di niente. Solo tristi conversazioni e scambi di idee, cinema, teatro, discussioni con i figli, scambi culturali, giochi e musica in atmosfera da relax mentre tutti, sempre perchè autonomi, preparano, apparecchiano, sparecchiano, vivono, amano, ridono, studiano, femmine incluse.

Che vergogna! Davvero una gran vergogna.

Invidiamo davvero le nostre madri, le loro relazioni sessuali prive di orgasmo, gli stupri che hanno subito senza potersi difendere mai, il loro essere indifese di fronte al matrimonio riparatore, al delitto d’onore, ai limiti imposti sulle loro vite, la loro doverosa collezione di figli, il loro terrore di essere beccate ad abortire illegalmente, la loro fatica nei lavori di casa, la loro impossibilità ad accedere al voto, all’istruzione, al lavoro fuori casa. Eccome se le invidiamo.

E’ sicuro, avete ragione voi: loro erano assai più felici. Come ci vorranno male queste donne per "i privilegi" dei quali le abbiamo private.

D’accordo dunque. Allora, via, dateci una mano.

Rendeteci felici. Più felici.

E smettetela di ostacolare le nostre battaglie e di farci credere che quando era peggio era meglio…

Perchè noi ricordiamo tutto, sapete?

Con amore, passione e grande gioia

Felicemente noi, mai rassegnate e VIVE!

… e ri-smettetela di dire caxxate, suvvia! 😀

e invece ditelo che abbiamo migliorato la vita anche a voi masculi…

—>>>Se volete avere cognizione del lungo thread che scorre in rete a proposito della presunta infelicità delle donne e delle femministe, vi segnaliamo alcuni link. Se dopo averli letti vi chiedete come mai ancora non vi siete suicidate allora provvedete a farlo al più presto perchè è necessario supportare questa loro bizzarra tesi. Poco conta se secondo i dati siano gli uomini generalmente descritti in quanto depressi a tal punto che non possono fare a meno di togliersi la vita facendo attenzione ad ammazzare prima moglie e figli. Immaginiamo lo facciano per evitare loro il gran dolore della perdita. Sempre altruisti gli uomini, non c’è che dire. Poco conta se sono proprio gli uomini a dare di matto per ragioni ridicole, l’astinenza da viagra, piuttosto che l’adattamento al sovraffollamento del pianeta con allarmi lanciati per scarsa potenza dello spermatozoo bianco, italiaco, ariano, piuttosto che per l’estinzione del gene originario del veneziano vero. Ma c’è davvero un veneziano vero? E poi saremmo noi le infelici! 😀

Eccovi il delirio che scorre in rete:

siamo tutte infelici?
le donne e quel vezzo pericoloso che qualcuno chiama infelicità
femminismo. libere dall’essere esauste
le donne più infelici degli uomini
e adesso prendi quei calzini
l’inarrestabile declino della felicità delle donne
dietrofront femministe
le donne stanno diventando più tristi?
ha il femminismo reso le donne infelici? (in inglese, articolo da cui parte tutto il delirio)

da femminismo a sud

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