Honduras, saltati tutti gli accordi
L’accordo raggiunto la scorsa settimana con l’avallo del segretario di Stato statunitense Hillary Clinton per riportare il presidente legittimo Mel Zelaya, rifiugiato nell’ambasciata brasiliana, al governo in Honduras è abortito.
La giocata del dittatore Roberto Micheletti di far sostituire al suo governo un cosiddetto governo di Unità nazionale, da lui stesso presieduto ed espressione dei candidati progolpe alle elezioni di fine novembre, ha trasformato gli accordi in una burla e rischia di far precipitare nuovamente l’Honduras nel caos.
A questo punto è sempre più improbabile che le elezioni del prossimo 29 novembre possano avere una qualsivoglia legittimità e che il governo che ne scaturisca possa essere riconosciuto dalla comunità internazionale.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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- Da Honduras: si è dimesso (ma non lascia) il governo golpista di Roberto Micheletti : Giornalismo partecipativo | nov 6, 2009
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amaryllide | 7 novembre 2009 16:50 | Rispondi
mi spiace carotenuto, ma non è come dici tu. La melina della Clinton è stata un appoggio nemmeno troppo velato ai golpisti, che adesso si è fatto esplicito:
Poche ore prima era arrivato dagli Usa un comunicato del senatore repubblicano Jim DeMint, nel quale assicura che il governo
statunitense sarebbe pronto a riconoscere il risultato delle elezioni di fine mese ANCHE NEL CASO IL CUI IL CONGRESSO NON SI ESPRIMESSE SUL FUTURO DI ZELAYA PRIMA DEL VOTO O DECIDESSE DI NON CONSENTIRE IL SUO RITORNO ALLA PRESIDENZA. DeMint sostiene di aver avuto conferme e garanzie in questo senso dal segretario di Stato Hillary Clinton e dal
sottosegretario per l’America Latina Thomas Shannon.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=988600