Le instancabili nonne di Buenos Aires trovano un altro nipote
A 33 anni dal colpo di stato genocida dei 30.000 desaparecidos, le “Abuelas de Plaza de Mayo” l’organizzazione nata per cercare i bambini, oggi adulti, nati in cattività e le madri dei quali sono state assassinate dalla dittatura militare, annunciano oggi in conferenza stampa il ritrovamento del novantottesimo nipote recuperato.
È l’ennesimo successo di quella che è una battaglia instancabile per il diritto all’identità e alla memoria dei figli dei desaparecidos.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















angustifolia | 4 novembre 2009 06:41 | Rispondi
“…la prova del DNA fosse resa obbligatoria.”:
sono d’accordo (anche se potrebbe essere un trauma per quei bambini ora adulti che non fossero a conoscenza del loro rapimento) sarebbe un atto di giustizia che condannerebbe i sequestratori!
(ho avuto uno zio emigrato nel dopoguerra e vissuto a Buenos Aires fino a dopo quel periodo, ma dal quale purtroppo non ho potuto avere testimonianza.)
jacopo | 4 novembre 2009 11:11 | Rispondi
Queste belle notizie, che finiscono sempre per emozionarmi, oltre che a dimostrare che il passato non va dimenticato con una scrollata di spalle, ma riabilitato con la lodevole, affettuosa dedizione di queste nonnine ostinate e toste, provano che la follia macabra del Plan Condor non ha potuto cancellare del tutto le atrocità compiute e spesso bellamente negate dagli apparati dell’intelligence americana. Sarebbe ora che, nel governo progressista della Kirchner si consentisse l’esame biologico gratuito. Sarebbe un bel ‘paso adelante’ per il processo di democratizzazione e restituirebbe ulteriore dignità e immagine al popolo argentino.