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	<title>Commenti a: Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Gennaro Carotenuto</title>
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		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:35:53 +0000</pubDate>
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		<description>In realtà negli anni &#039;90, io ricordo da vicino anche le campagne &#039;94 e &#039;99 vinte da Sanguinetti e Batlle e perse da Tabaré, la figura di Mujica era considerata ancora come un qualcosa di folkloristico. Andava in parlamento con la vespa e senza cravatta e questo era guardato dall&#039;alto in basso ma quando parlava la gente, soprattutto i poveri, prestavano l&#039;orecchio.

Quando nel 2004 Tabaré ha vinto, non la 90 ma la 609 è stata la lista del FA più votata e Mujica il politico di gran lunga più votato era chiaro che lo strappo si era compiuto. 

E qual era questo strappo? La caduta del neoliberismo aveva spostato l&#039;egemonia dalle classi medie urbane illuminate alle classi popolari e quindi dall&#039;oncologo di successo al venditore di fiori nei mercati popolari.

In fondo Pepe ha preso solo un paio di punti in meno di quelli che prese Tabaré nel 2004. Non mi pare che ci si possa ricamare troppo sopra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà negli anni &#8217;90, io ricordo da vicino anche le campagne &#8217;94 e &#8217;99 vinte da Sanguinetti e Batlle e perse da Tabaré, la figura di Mujica era considerata ancora come un qualcosa di folkloristico. Andava in parlamento con la vespa e senza cravatta e questo era guardato dall&#8217;alto in basso ma quando parlava la gente, soprattutto i poveri, prestavano l&#8217;orecchio.</p>
<p>Quando nel 2004 Tabaré ha vinto, non la 90 ma la 609 è stata la lista del FA più votata e Mujica il politico di gran lunga più votato era chiaro che lo strappo si era compiuto. </p>
<p>E qual era questo strappo? La caduta del neoliberismo aveva spostato l&#8217;egemonia dalle classi medie urbane illuminate alle classi popolari e quindi dall&#8217;oncologo di successo al venditore di fiori nei mercati popolari.</p>
<p>In fondo Pepe ha preso solo un paio di punti in meno di quelli che prese Tabaré nel 2004. Non mi pare che ci si possa ricamare troppo sopra.</p>
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		<title>Di: Duccio Basosi</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11189-uruguay-la-sinistra-perde-la-sinistra-vince/comment-page-1/#comment-8816</link>
		<dc:creator>Duccio Basosi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 18:30:07 +0000</pubDate>
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		<description>X ilgrandesud: il tuo commento pone un problema, per così dire, filosofico, che trascende il caso uruguayano e latinoamericano. Bisogna infatti capire se vincere le elezioni è un fine in sé o, piuttosto, un mezzo per raggiungere dei fini. Nel primo caso si può rinunciare a idee buone (come tu stesso definisci quelle della sinistra uruguayana) in cambio di idee meno buone (o anche di nessuna idea, volendo). Tanto l&#039;importante è vincere. Personalmente non capisco a cosa serva, ma gli esempi non mancano. Nel secondo caso invece, si ha meno scelta: è bene andare alle elezioni con le idee che si ritengono buone e con le persone che meglio le rappresentano. Se si vince, si attua il proprio programma su una base chiara e trasparente. Certo, può anche capitare di perdere, ma se penso alla storia recente della sinistra italiana non mi sembra che la corsa forsennata all&#039;annacquamento dei propri programmi e della propria ragion d&#039;essere abbia portato a grandi trionfi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>X ilgrandesud: il tuo commento pone un problema, per così dire, filosofico, che trascende il caso uruguayano e latinoamericano. Bisogna infatti capire se vincere le elezioni è un fine in sé o, piuttosto, un mezzo per raggiungere dei fini. Nel primo caso si può rinunciare a idee buone (come tu stesso definisci quelle della sinistra uruguayana) in cambio di idee meno buone (o anche di nessuna idea, volendo). Tanto l&#8217;importante è vincere. Personalmente non capisco a cosa serva, ma gli esempi non mancano. Nel secondo caso invece, si ha meno scelta: è bene andare alle elezioni con le idee che si ritengono buone e con le persone che meglio le rappresentano. Se si vince, si attua il proprio programma su una base chiara e trasparente. Certo, può anche capitare di perdere, ma se penso alla storia recente della sinistra italiana non mi sembra che la corsa forsennata all&#8217;annacquamento dei propri programmi e della propria ragion d&#8217;essere abbia portato a grandi trionfi&#8230;</p>
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		<title>Di: ilgrandesud</title>
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		<dc:creator>ilgrandesud</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 15:26:24 +0000</pubDate>
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		<description>Forse l&#039;Uruguay più che un sintomo del freno all&#039;era progressista è un segnale di come la continuità progressista stia in realtà autoinvolvendosi perché, al pari dell&#039;Europa, non riesce più a proporre leader che possano incarnarne la capacità di cambiare e soprattutto di gestire il cambiamento con costanza. Inutile nascondersi. L&#039;America Latina ha scelto le persone giuste negli schieramenti giusti. Così è stato per Vasquez, per Bachelet, per Lula che non a caso ancora veleggiano su consensi incredibili. Mujica è l&#039;uomo sbagliato nello schieramento giusto, più attento alla rivoluzione sociale che non alla gestione sociale. Così come non si può pretendere che Frey sia il successore naturale di Bachelet, o la Roussef di Lula. Le idee sono buone ma chi le porta è il frutto di un compromesso insostenibile per il progressismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse l&#8217;Uruguay più che un sintomo del freno all&#8217;era progressista è un segnale di come la continuità progressista stia in realtà autoinvolvendosi perché, al pari dell&#8217;Europa, non riesce più a proporre leader che possano incarnarne la capacità di cambiare e soprattutto di gestire il cambiamento con costanza. Inutile nascondersi. L&#8217;America Latina ha scelto le persone giuste negli schieramenti giusti. Così è stato per Vasquez, per Bachelet, per Lula che non a caso ancora veleggiano su consensi incredibili. Mujica è l&#8217;uomo sbagliato nello schieramento giusto, più attento alla rivoluzione sociale che non alla gestione sociale. Così come non si può pretendere che Frey sia il successore naturale di Bachelet, o la Roussef di Lula. Le idee sono buone ma chi le porta è il frutto di un compromesso insostenibile per il progressismo.</p>
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		<title>Di: Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince : Giornalismo &#8230;</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/11189-uruguay-la-sinistra-perde-la-sinistra-vince/comment-page-1/#comment-8812</link>
		<dc:creator>Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince : Giornalismo &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:13:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/11189-uruguay-la-sinistra-perde-la-sinistra-vince/#comment-8812</guid>
		<description>[...] Guarda Originale: Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince : Giornalismo &#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Guarda Originale: Uruguay, la sinistra perde, la sinistra vince : Giornalismo &#8230; [...]</p>
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