- Gennaro Carotenuto - http://www.gennarocarotenuto.it -

Disoccupazione e risarcimenti

Risposta di un Onorevole ad una mia lettera in cui parlavo di un apparente unico impegno solo contro persone “irraggiungibili” dimenticandosi di provvedimenti dovuti ed urgentissimi.

Gentile Marco,
In altre Nazioni, governate da persone più civili, non solo avrebbero tassato con una percentuale dieci volte superiore il rientro dei capitali, ma si sarebbe intervenuto in maniera decisa per evitare ogni forma di evasione fiscale. Ritengo quanto lei necessario detassare i redditi insufficienti o nulli, ma può immaginare come, stando all’opposizione e non al Governo, le nostre proposte sono sempre state respinte. Nonostante tutto continuiamo a farle perché vogliamo che la Maggioranza venga incontro ai cittadini. Noi non lottiamo contro gli irraggiungibili ma contro i corrotti e i corruttori che contribuiscono all’impoverimento di migliaia di famiglie. Ci battiamo da sempre per il rispetto dei diritti dei lavoratori perché sappiamo che è un momento davvero difficile per chi deve mantenere una famiglia con stipendi da fame. Occorre ribellarsi a questo delirio di onnipotenza delirante da parte del premier, e noi non ci stancheremo mai di farlo. Per eventuali segnalazioni la invito a contattare il nostro responsabile nazionale del dipartimento tematico Welfare e Lavoro.

Risposta mia:

Egr. Onorevole,
da questa risposta e da tante dichiarazioni, si ricava che messo in carcere l’On. Berlusconi, poi sia tutto risolto: l’Italia diventerebbe un paradiso di giustizia e solidarietà che però non è mai stata ne’ nel piccolo ne’ nel grande.
Solo riguardo l’illegale esportazione di capitali all’estero anche l’On. Di Pietro ammetteva, in un suo articolo, che appurare la realtà ed ottenere liste di nominativi era impossibile. Dai paradisi fiscali lo avevano praticamente preso in giro. È anche per questo che ho parlato di “irraggiungibili”. A questo punto l’unico modo sarebbe quello antico dell’uso della forza finendo per diventare antipatici a tutti di sicuro. Anche nella mia ignoranza dubito che poi sarebbe,tra le altre cose, economicamente conveniente. Essendo questo il paese della retroattività e del non si sa mai, non credo che saranno in tanti a riportarci i capitali nascosti altrove.
Insomma, se esistono “irraggiungibili” costoro potranno sempre cercare continuamente di imporre la propria volontà impunemente rallentando con la loro azione l’urgenza di certe decisioni necessarie.
Comunque da quello che leggo e sento, avverto un desiderio generalizzato dei potenti, di liberarsi di tante regole e diritti altrui imposti loro dalla Costituzione.
Probabilmente non hanno più paura dei carri armati di Stalin.

Da disoccupato da una vita quale sono (la legge definisce disoccupato anche chi produce e spende per farlo ma ha un reddito nullo o infimo), che non si è mai potuto sposare per assenza di reddito, non posso fare a meno di notare la monocorde preoccupazione solo per chi ha voluto fare famiglia e figli mettendo la testa nel cappio di propria volontà e caricandosi di doveri che non sapeva se fosse riuscito a sostenere. Oltretutto, quando lo Stato gli dà dei contributi per la famiglia, quelli li pago soprattutto io.
Nessuna considerazione da nessuno per quelli come me che hanno dovuto rinunciare a sposarsi per non gravare di proposito sulla società e (volendogli bene) evitare che tutta la famiglia finisca, come minimo, oppressa e sbandata dalla povertà.
Oggigiorno preferiscono stare in povertà da sole piuttosto che in povertà col marito; ho visto ragazze soffrire per non potersi permettere l’automobile bella.

In cinquant’anni ho visto che anche i veri criminali si riescono agevolmente a sposare ed aver figli (ma come fanno con il costo della vita attuale?) magari con la incredibile benedizione di personalità pubbliche retribuite, alla lunga, soprattutto con i soldi di quelli come me.
Un caso per tutti: Renato Vallanzasca al cui matrimonio ha presenziato Vittorio Sgarbi nel maggio 2008 (vedi Wikipedia).

Non nascondiamoci dietro al solito dito: l’Italia aborre i criminali a chiacchiere ma in pratica li preferisce agli onesti laboriosi esclusi. E poi, come disse Sgarbi nella sua vecchia trasmissione “Sgarbi quotidiani”: “l’onestà è un dovere del cittadino” quindi nessuno gli deve assolutamente nulla. Ma i disonesti, al contrario di noi, fanno carriera e figli da più matrimoni e in fondo piacciono di più.
Anche quando si suicidano per non “pagare” ormai hanno avuto per molte esistenze di gente normale. È da considerare inoltre che tutti si muore prima o poi. Comunque ci hanno guadagnato enormemente e nessuno glielo potrà togliere o risarcire i poveri danneggiati. In ogni caso la vita è una sola ed anche chi crede non sa che fine farà.
È ora di risarcire gli onesti esclusi dalla società. Il paese è ricchissimo e se lo può permettere. Gli ideali di giustizia (equità) e parità sono sbalorditivi ma attualmente sono (come sempre nella storia) solo per i figli e nipoti di chi è stato premiato dal sistema vigente.
A 47 anni in media c’è l’andropausa e non si possono più far figli.
Siamo tutti “azionisti” dello Stato con la nostra parte di Demanio.
Risarciteci. Non c’è più tempo.