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Poder Obrero con Alvaro y Evo

Alvaro Garcia La Paz, 9 Ottobre 2009

A quattro giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 6 Dicembre una folla oceanica ha accolto in festa il comizio di  Alvaro Garcia Linera (nella foto) che inaugurava la campagna del Movimento Al Socialismo.

Nonostante l’assenza del Presidente  Evo Morales, riunito a Cochabamba con i rappresentati degli imprenditori, decine di migliaia di persone, in rappresentanza delle varie sigle sindacali che costituiscono la base sociale del MAS, hanno riempito plaza Villarroel intonando slogan, sventolando bandiere e scoppiando gli immancabili petardi  mentre il  Vicepresidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia elencava e spiegava i risultati conseguiti dal binomio governativo che si appresta alla ricandidatura.

Linera, con la solita lucidità intellettuale che contraddistingue i sui discorsi, ha dapprima ricordato i successi conseguiti a livello politico tramite tutti i diritti che sono stati incorporati nella Nuova Costituzione Politica dello Stato, approvata con il 67% dei consensi lo scorso gennaio.

Diritto allo studio, sanità pubblica,  servizi essenziali quali  la fornitura di acqua ed energia elettrica a prezzi accessibili per la popolazione sono tra i diritti incorporati nella carta che ha inaugurato una nuova era per il paese all’insegna  dello slogan “Bolivia Degna, Sovrana e Indipendente”. Tali successi, così come il superamento  del razzismo  e l’ istituzionalizzazione del plurilinguismo (castigliano, quechua e aymara) in tutti i settori della pubblica amministrazione sono stati conseguiti in nome e per conto del popolo Boliviano  nel breve spazio di  tre anni e mezzo del governo Morales.

Il vicepresidente ha poi ricordato cosa abbiano significato per la Bolivia decine di anni  passati sotto l’egida di dittature militari o governi corrotti votati ad una politica  di impostazione neoliberale rimarcando come il paese che Morales ha iniziato a governare nel 2005 era un paese in forte difficoltà economica, le cui risorse naturali erano in mano ad imprese multinazionali straniere ed il cui presidente, Gonzalo Sanchez de Lozada viaggiava a Miami praticamente tutti i mesi per rimpinguare il suo conto personale con fondi sottratti alle casse dello stato.

Con tutti i settori strategici dell’economia nelle mani di imprese private straniere, di tutta la ricchezza che si generava nel paese rimanevano nelle casse dello stato, ad uso di politiche sociali, solo le briciole, mentre al contrario, a seguito della nazionalizzazione di gas, petrolio, telecomunicazioni e compagnie idriche il governo si può permettere, oltre alle forniture sovvenzionate di ciò di cui il paese abbonda, di finanziare gli anziani, con il buono Renta Digna, le donne madre, con il Juana Azurduy, e i bambini in età scolare grazie al Juancito Pinto.

Scagliandosi contro le istituzioni finanziare internazionali il ciudadano Garcia Linera, come ama definirsi, ha evidenziato  come l’inflazione sia stata ridotta allo 0,6% su base annua, il debito estero sia stato dimezzato da 5 miliardi di dollari a meno di 2,5 miliardi ed il risparmio  sia balzato da 1,5 miliardi a 8,7 miliardi, il tutto nel solco di  una economia  solidale ma anche gestita con una notevole oculatezza per quanto in contrasto con le ricette fornite dai gestori del capitale transnazionale.

Il Vicepresidente è stato però molto chiaro con la folla che lo ascoltava,  i risultati conseguiti in questa prima legislatura costituiscono solo una goccia in mezzo all’oceano rispetto agli sforzi che il paese dovrà compiere per potersi trasformare in un paese sì socialista ma fortemente industrializzato e per poter far si che si possa  implementare fino in fondo la Nuova Costituzione. Ha chiesto pertanto impegno a tutti i presenti nell’adoperarsi a sensibilizzare quante più persone possibile per poter raggiungere quello che è il risultato che si è posto il MAS, raggiungere i 2/3 dei consensi che consentirebbero di avere la maggioranza necessaria in ambo i rami del parlamento.

Poder Obrero con Alvaro y Evo intonavano tutti i presenti alla fine del comizio, ma bisognerà attendere il 6 Dicembre per poter sapere se le conquiste del popolo Boliviano potranno essere portate addirittura al di là di quanto sia stato già fatto del governo Morales……                                                                                                                                

Alessandro Minisola

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