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Si chiama Khaled, ma è un bravo ragazzo…

Dalla ditta che doveva fare un intervento a casa mia mi chiedono la cortesia di chiamare direttamente l’installatore: “347… si chiama Khaled, ma non si preoccupi, è un bravo ragazzo, se non si fida chieda il tesserino…”.

Come si fa a far capire a questo gentile signore che anche quel “ma” è razzismo?

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8 Responses to Si chiama Khaled, ma è un bravo ragazzo…

  1. Paolo Camatini 21 set 2009 at 20:19 #

    Gennaro è già tanto che abbia riconosciuto che è un bravo ragazzo !

  2. Janko 22 set 2009 at 03:54 #

    Il titolare dell’impresa forse non ha tanti pregiudizi (altrimenti non avrebbe preso Kjaled), ma è terrorizzato dalle possibili reazioni dei clienti: son loro cui far “capire” il razzismo – ma capire non credo sia il termine giusto.

  3. Paolo Rossignoli 22 set 2009 at 09:14 #

    Molti anni fa, in casa, ho avuto bisogno del medico di guardia, e come spesso accade, a fare i turni notturni sono i neolaureati.
    Nel mio caso era un ragazzo africano, praparatissimo, con cui dopo le necessità, abbiamo bevuto insieme un the. Erano gli anni tranquilli della prima immigrazione, ma mi ha raccontato una serie di aneddoti su come veniva ricevuto nelle case e come una volta quando ha dovuto chiamere la polizia per convincere una vecchietta che era lui il medico di guardia.
    Forse quello era solamente un razzismo dettato sopratutto dall’ignoranza e dal provincialismo, ora invece c’è un razzismo costruito e fomentato ad arte, molto pericoloso e violento.

  4. Paolo Rossignoli 22 set 2009 at 09:16 #

    terminando,volendo anche ottimisticamente pensare, che il datore di lavoro, forse ha voluto anche un po’ tutelare il suo lavoratore da spregevoli incontri, forse.

  5. Paolo Rossignoli 22 set 2009 at 12:32 #

    guarda che intendevo sperare che, come già è capitato a me mentre aiutavo degli amici dello Sri Lanka telefonando per trovare casa in affitto, che fosse una cosa minimamente accordata.
    Dovevo spiegare che chiamavo io perchè erano stranieri e conoscevano poco la lingua.
    Gran parte delle telefonate finivano in litigate ma dopo i pochi e difficili incontri, sono tornati da me, umiliati in varie situazione, del tipo “vabbè stranieri, ma così scuri…” chiedendomi di chiarire fin da subito subito che erano srilankesi, preferendo ricevere immediati rifiuti, piuttosto di ricevere una umiliazione a seguire di una pur minima illusione di incontrare casa

  6. Doriana Goracci 22 set 2009 at 13:05 #

    Un po’ di mediazione telefonica e in diretta, ha visto protagoniste parecchie persone amiche, poco disinvolte con la lingua, scuole uffici servizi banca…fino all’accompagnamento iniziale nei negozi di prima necessità. Servizi sociali li chiamano nel nostro paese, eccellenti!
    Ad ogni buon conto come già detto, quel titolare è una perla, non solo per averlo preso come dipendente ma per evitare noie e commenti, sopratutto a chi non avrebbe mai indovinato avrebbe aperto la porta.
    Ma tolgono nel migliore dei casi il lavoro, fosse pure alle mignotte e rubano violentano sono aggressivi. E’ vero tutto, funziona così nel meraviglioso mondo della Conciliazione tra potere e popolo.
    Di due ore fà la notizia, Reuters:
    La polizia francese ha cominciato oggi a sgombrare vicino al porto di Calais, sul Canale della Manica, un campo di immigrati, soprannominato “la giungla”, in cui si erano ammassati i clandestini, soprattutto afghani, che volevano raggiungere la Gran Bretagna
    Francia, 278 Arresti Durante Sgombero ‘Giungla’ Calais
    Decine di volontari di associazioni umanitarie hanno formato un muro umano, davanti ad un centinaio di immigrati che innalzavano striscioni con scritto “la giungla è nostra”. Ma la polizia ha circondato la folla e ha arrestato gli immigrati prima di caricarli sugli autobus.

  7. Rudi Menin 22 set 2009 at 20:59 #

    A proposito di (becero) razzismo: qualche giorno fa a Treviso una ladra autoctona “italiana purosangue” (razza piave, direbbe quel cialtrone del pro-sindaco) è stata colta in flagranza di reato da un addetto alla sorveglianza di colore in un centro commerciale della città. Invece di vergognarsi per ciò che ha fatto, la “brava” ragazza di buona famiglia ha rivolto verso l’ uomo una valanga di insulti ed epiteti razzisti irripetibili (accusandolo, tra l’altro, di essere uno spacciatore come lo sono tutti quelli che hanno il suo stesso color di pelle, secondo i deliri vomitati da colei che è stata presa con le mani nel sacco) … Così va l’ Italia tra incredibili paradossi e storie di (oramai ordinario) razzismo sempre più avallato dalle istituzioni e da partiti dichiaratamente xenofobi, tra l’indifferenza generalizzata dlle masse.

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