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La Jornada, compie 25 anni; fare un quotidiano di sinistra ha ancora un senso

LaJornada-19-1-09 Compie 25 anni il quotidiano messicano “La Jornada” (nell’immagine la prima pagina che festeggiava la fine dell’era Bush), probabilmente il più grande giornale di sinistra al mondo. Agli albori dell’era Internet fece conoscere ovunque cosa stava succedendo con gli zapatisti del Chiapas.

Quel capodanno tra il 1993 e il 1994, quando Jaime Áviles, una delle firme di punta del quotidiano di Città del Messico, solo casualmente si trovava in Chiapas, cambiò anche la storia dell’informazione.

Per la prima volta una tragedia negata del sud del mondo, quella della ribellione armata degli indigeni del Chiapas, che avevano formato l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, riusciva a sforare il silenzio omertoso dei media mainstream facendo leva su due combinazioni: la capacità di comunicare e la presenza di Internet.

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10 Responses to La Jornada, compie 25 anni; fare un quotidiano di sinistra ha ancora un senso

  1. Raffaele Della Rosa 18 Set 2009 at 12:48 #

    il link di questo articolo lo invio IMMEDIATAMENTE alla redazione de
    IL NANIFESTO quotidiano consumista

  2. Eliobonomi 20 Set 2009 at 10:20 #

    Ironico ma ineccepibile il tuo commento Raffaele. Magari in Italia avessimo giornalisti dalla schiena dritta in grado di fare un giornale come La Jornada….

  3. zaira m. 24 Set 2009 at 08:57 #

    In Italia abbiamo un grande giornale, proprio come La Jornada, e si chiama Il Manifesto.

  4. Eliobonomi 24 Set 2009 at 10:32 #

    Non esageriamo con certi paragoni! Il Manifesto ha sicuramente i suoi meriti, ma anche molti demeriti….

    • Gennaro Carotenuto 24 Set 2009 at 16:46 #

      Più che demeriti, e lo dico con dispiacere, sembra che abbia perso il polso dell’innovazione, della denuncia… non che fosse facile, ma la Jornada, come per esempio Página12 a Buenos Aires oggi ha un altro passo e non ammetterlo è difficile.

  5. zaira m. 25 Set 2009 at 10:18 #

    Certo che non è perfetto. Ad esempio sarebbe bello vederlo crescere piuttosto che costretto ad autoridursi a causa dei problemi economici che ha da oramai troppo tempo. Però con tutti i suoi limiti è l’unico giornale che non mi fa andare il caffè di traverso!! Nel senso che può capitare di arrabbiarsi per certe notizie, ma è grave se ciò accade per come sono state riportate dai giornalisti, cosa che puntualmente mi succede con gli altri quotidiani italiani spesso citati, anche in questo sito, per la loro diciamo cattiva informazione (es. articoli su Chávez di La Repubblica o il Corriere, ecc.). Poi è pacifico che per informarsi si debbano ascoltare più voci e quella de La Jornada è senza dubbio una tra le più chiare.
    Lunga vita a entrambi!!!

  6. jacopo 25 Set 2009 at 11:14 #

    E’ vero che Il Manifesto abbia perso l’abbrivio di un tempo. Mi dispiace ammetterlo ma è così. Ciò non toglie che annoveri illustri nomi del gironalismo italiano, come Maurizio Matteuzzi, l’indimenticabile Luigi Pintor. Ad esser proprio sinceri, anche la Jornada di dieci, dodici anni fa era più graffiante, più decisa nella denuncia. E’ già tanto che possa festeggiare il suo 25° compleanno in un paese dove i giornalisti sono spesso oggetto di sparizioni improvvise. Ricordo la storia di Sergio González Rodríguez, coraggioso giornalista ed autore di ‘Huesos en el desierto’ ed oggi vivo per miracolo.
    Ultima cosa: qualcuno sa dirmi perchè sulla pagina web de La Jornada appare un banner pubblicitario con Vittorio Sgarbi…(?).

  7. Alessandro Bruschi 25 Set 2009 at 13:11 #

    Non sarà più il quotidiano di un tempo,ma se non ci fossero il Manifesto e Liberazione non varrebbe più la pena nemmeno fermarsi ad un edicola oggi.Che quotidiano italiano comprare da leggere?Opinioni politiche a parte,obbiettivamente,certe notizie da altri giornali scompaiono.

  8. Raffaele Della Rosa 26 Set 2009 at 00:03 #

    Cara Zaira M. giacchè la popolazione messicana è all’incirca il doppio di quella italiana, mi andrebbe bene il confronto se IL NANIFESTO vendesse la metà delle copie che vende LA JORNADA, così non è.

    Poi da IL NANIFESTO escono non solo articoli ma anche giornalisti, e che giornalisti !!!!!!: Lucia Annunziata, Gianni Riotta, Carmine Fotia, Riccardo Barenghi, Ritanna Armeni, insomma il meglio del meglio del filisteismo “sinistrese”….giornalismo di denuncia ????? ma certo eccome, ve la ricordate la Santissima Annunziata rivoltarsi inviperita per denunciare la faziosità di Santoro che informava sui crimini ed i massacri israeliani a Ghaza nel passato Dicembre ?????

    Se si trattasse di un solo caso, vabbuo’, ho citato solamente i più noti, i grossi calibri, ma la lista è veramente assai più lunga…..assai, assai….. Allora ci deve essere qualcosa che non funziona nel mitico Collettivo Redazionale….qualcosa che forse (!!!!) è in relazione con la scarsa vendita di copie e con la copiosa vendita (a prezzi, per loro interessanti, forse prezzi politici ?) di giiornaliste e giornalisti.

    Sarebbe simpatico fare un parallelo anche su questo con LA JORNADA, o quantomeno è un confronto a cui è un po’ difficile sottrarsi….perchè è vero che in Italia avremmo un disperato bisogno di un’ informazione di sinistra.
    Vedete cari compagni se uno che ha un’ infezione invece degli antibiotici assume acqua fresca, però inscatolata in scatole e blixter perfettamente identici a quelli dell’antibiotico vero, rischia di peggiorare, di morire.
    Chi analizza la “medicina” e grida all’imbroglio non è colpevole e vale a poco dire “comunque questa sola teniamo”. Senza antibiotici veri l’infezione non passa e la prognosi è infausta. Magari si può provare con qualcosaltro ma continuare con l’acqua fresca non serve….

  9. Alessandro Bruschi 26 Set 2009 at 10:54 #

    Mah,io a certi giornalisti gli antibiotici glieli darei in supposte,e anche belle grosse!Hai ragione Raffaele quando dici che non va bene la filosofia “avanti compagni ci aspetta un radioso meno-peggio!”Ma ripeto,prima della nascita del “Granma”in italia,nel frattempo,cosa dobbiamo fare guardare gli ultimi barlumi di pensiero critico nella stampa sparire definitivamente?Quei giornalisti citati appunto non lavorano più al Manifesto;cambiano bandiera i politici come se fossero mutande,figuriamoci i giornalisti.
    La politica istituzionale a sinistra del pd fa tutta schifo e allora?Aspettiamo che spariscono tutti e intanto i lavoratori,i precari,gli studenti,i disoccupati,i migranti,tutti i movimenti lgbt saranno rappresentati dalla Binetti,Rutelli,Bersani,Colaninno,Ichino,Calearo?Condivido largamente le tue critiche e non mi và di fare l’avvocato d’ufficio di cause che non sento più nemmeno tanto mie,ma da qualcosa bisogna ripartire.O sei sempre nella fase “di pensiero intenso non è morto mai nessuno”?
    Vabbè che sei pisano,però.. 😉 🙂

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