Thursday 09 February 2012, 14:57

11 settembre 1973

Un Uomo degno, da ricordare. Parole quanto mai attuali, ci accompagneranno, sempre.

Ultimo messaggio del Presidente Salvador Allende al popolo cileno

La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che
avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un
uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che
giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece. In questo
momento conclusivo, l’ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che
traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero,
l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le
Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il
generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello
stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero,
di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti
e i loro privilegi.

Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna della nostra terra,
alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra
preoccupazione per i bambini. Mi rivolgo ai professionisti della
Patria, ai professionisti patrioti che continuarono a lavorare contro
la sedizione auspicata dalle associazioni di professionisti, dalle
associazioni classiste che difesero anche i vantaggi di una società
capitalista.

Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che cantarono e si abbandonarono
all’allegria e allo spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del Cile,
all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno
perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua
comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo
saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli
oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo
di procedere. Erano d’accordo.

La storia li giudicherà.

Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo
della mia voce non vi giungerà più.

Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi.

Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con
la Patria.

Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve
farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.

Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.

Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il
tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si
apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero,
per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio
non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che
castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento..

(Santiago del Cile, 11 Settembre 1973).



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  1. Doriana Goracci | 12 settembre 2009 21:08 | Rispondi

    Non ne ho visto traccia nelle prime pagine e forse lo saprete, invio comunque…
    24ore – ESTERI
    Santiago del Cile, 2 MORTI IN SCONTRI PER ANNIVERSARIO GOLPE PINOCHET
    Due giovani sono morti e sette poliziotti sono rimasti feriti nei disordini scoppiati a Santiago del Cile nel 36mo anniversario del golpe di Augusto Pinochet. A Recoleta, sobborgo a a nord della capitale, un 23enne e’ stato ucciso da due colpi d’arma da fuoco. A Huechuraba e’ stata dichiarata la morte cerebrale di un 19enne raggiunto da un proiettile alla testa. Nella stessa localita’ un gruppo di giovani a volto coperto ha assaltato una caserma dei Carabineros. Due agenti sono stati ricoverati in prognosi riservata. Disordini, assalti a caserme e saccheggi di supermercati sono stati segnalati in varie zone di Santiago e in numerose altre localita’, tra cui Vina del Mar, Valparaiso, Talca e Concepcion.

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