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Le pillole di saggezza della ministra Carfagna in tema di razzismo e violenza sulle donne

Leggo qui e là dichiarazioni della ministra Carfagna in tema di razzismo e violenza sulle donne alla vigilia e durante la Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne promossa dal ministero per le Pari opportunità e dal ministero degli Affari esteri, conferenza inaugurata ieri alla Farnesina.

Che la Conferenza fosse collegata alla campagna Respect women respect the world, il cui manifesto mostra "una rosa bianca, simbolo del candore del mondo femminile, che diventa gradualmente nera, avvelenata da quel male oscuro che è la violenza contro le donne", mi aveva già fatto correre un brivido lungo la schiena. Ma le dichiarazioni della ministra superano ogni più nera aspettativa. A suo dire i recenti episodi di razzismo "non vanno sottovalutati", certo, ma bisogna ricordare che l’Italia "è un Paese dalla forte tradizione cattolica" e dunque "non vanno confusi gli atti isolati di pochi ignoranti con il sentimento della società italiana”. Per quanto riguarda la violenza contro le donne, certo "la cultura machista in Italia c’è e va combattuta", ma pare che soprattutto vadano contrastate "quelle culture straniere che violano i diritti delle donne" e che "rischiano di far tornare l’Italia indietro". Perchè se nel mondo sono più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo, il dato è "sempre in crescita in Europa a causa dell’immigrazione". E la ministra ha anche ricordato, a suo modo, Hina Saleem, "punta di un iceberg".
Povera Hina. E povere noi tutte.

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