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Pierluigi Battista torna a diffamare a mezzo stampa Hugo Chávez dal Corriere della Sera

stone460_1476782c Non poteva passare inosservata la passerella veneziana del presidente venezuelano Hugo Chávez (nella foto con Oliver Stone).

Quando si rompe, anche solo per un’ora, il monoscopio dell’informazione mainstream e viene messa in dubbio la realtà virtuale così come i grandi media hanno deciso che deve essere mostrata, per la quale tutti i processi politici latinoamericani sono da condannare, demonizzare, ridicolizzare e a qualcuno possa sorgere il dubbio che nel Sud del mondo succeda qualcosa di ammirevole (con difetti, limiti, ma ammirevole), ecco immediatamente che interviene un commissario politico che in puro stile stalinista (ma liberale) rimette tutti in riga.

Al Corriere della Sera, quando si tratta di America latina, tale ruolo spetta a Pierluigi Battista, al quale il successo d’immagine del presidente venezuelano alla mostra del cinema di Venezia ha fatto immediatamente venire il sangue alla testa.

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10 Responses to Pierluigi Battista torna a diffamare a mezzo stampa Hugo Chávez dal Corriere della Sera

  1. shoshone 9 Set 2009 at 17:14 #

    Quando leggo gli articoli di quelli del Corriere su Chavez, faccio sempre il solito ‘giochino’.
    Sosituisco Chavez con Berlusconi, Mario Vargas Llosa con Marco Travaglio, i vescovi con i sindacati, la piccola-media borghesia con insegnanti-operai-giornalisti-immigrati, RCTV con Annozero e così via…

  2. Paolo Roversi 9 Set 2009 at 18:54 #

    L’ho letto, manco lui crede a ciò che scrive. Lo pagano profumatamente lo fa. Basta metterci a seguire la coppia Clooney- Canalis e tutti a ciarlare sul gossip del momento. (In realtà volevo esprimermi in modo più colorito sulla coppia e sulle fantasie degli italiani)

  3. Paolo Camatini 9 Set 2009 at 22:28 #

    Bellissimo articolo Gennaro: l’hai sputtanato ( se mi è permesso usare il termine ) punto per punto. Non capisco quale sarebbe l’autorevole parere visto che non conosce il sudamerica; si limita ad inveire contro una nazione e un popolo in maniera gratuita quando forse dovrebbe rivolgere qualche critica nel nostro paese guardando al nostro presidente del conssiglio visto che si dichiara così tanto liberale !

  4. Mauro Pigozzi 9 Set 2009 at 23:31 #

    Ho letto sullo stesso tema anche l’ottimo articolo di Matteuzzi sul Manifesto… che dire, come ho commentato anche la, ormai la favola di Pigi Cerchiobottista, che era il cosiddetto “terzista”, non se la beve più nessuno, come dice anche shoshone… Sempre pronto a sparare a zero su Travaglio o Di Pietro, la gente dovrebbe aver ormai capito che c’ha pure le mutande del PDL! Un altro piuttosto deludente è stato anche Staino sull’Unità, ma si sa, è anche il creatore del famoso “Beriatravaglio”, ormai anche lui ha più poco da dire…

  5. RobertoG 10 Set 2009 at 02:45 #

    Pierluigi Battista è solo una miserabile velina di regime, piuttosto ho letto con una certa tristezza questo articolo e mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensa Gennaro Carotenuto

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6259

  6. Guido Piccoli 10 Set 2009 at 10:38 #

    In Italia sono più che in altre parti, ma sono ovunque (tipo questo mr.Freytas) quelli che scoprono il nemico sempre più vicino fino ad immaginare un mondo con una bella barricata: da una parte pochissimi e purissimi, dall’altra tutti gli altri, tutti sostanzialmente uguali…tra i quali i peggiori sono proprio quelli che sembrano, (ma non sono) veri comunisti e veri rivoluzionari, tipo Hugo Chávez. La sinistra dovrebbe andare dall’analista per capire le sue turbe.

  7. Paolo Rossignoli 10 Set 2009 at 11:51 #

    Ho letto anche la lettera di due “rappresentanti storici della sinitra verde veneta”, che trovate su
    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=72534&sez=NORDEST
    ma credo che a tutti abbia risposto Oliver Stone con quel “South of the Border nasce anche per combattere il livello di stupidità della stampa, un fenomeno questo davvero impressionante”

  8. Eliobonomi 10 Set 2009 at 13:30 #

    Ma non sostiene il nostro Presidente del Conmsiglio che la stampa italiana è al 90 per cento comunista? Viviamo nel paese più ridicolo del mondo e non credo che ne usciremo disquisendo sul servilismo di Pierluigi Battista & C. Servono azioni ben più incisive. Visto che siamo carenti di idee, proprio Chàvez, con Evo Morales e Fidel Castro potrebbero insegnarci qualcosa….

  9. jacopo 16 Set 2009 at 12:32 #

    Sabato 19 settembre non aderirò alla manifestazione sulla libertà di stampa. Non scenderò in piazza con striscioni per difendere l’informazione asservita a questo regime. Il motivo è semplice. La stampa italiana non ha il bavaglio come si vuole far credere. Sarebbe più corretto dire: la stampa italiana ha deciso di mettersi il bavaglio. Sono due cose diverse.
    Se guardiamo indietro di dieci anni, troviamo lo stesso bavaglio di oggi. Forse qualcuno ha deciso di accorgersene ora. Troppo tardi. Il giornalismo di questo strano Paese ci ha abituati a non leggere più. A non cercare la notizia, perché la notizia non c’è. E’ inutile parlare di bavaglio. Anche un tantino sciocco direi. Il fenomeno piuttosto sono i contenuti di un’informazione sterile, distratta, quasi annoiata. Domandiamoci perché molti, come il sottoscritto, hanno scelto un altro canale di informazione. Domandiamoci se sia l’avvento di nuove tecnologie a far diminuire l’interesse verso i quotidiani oppure il contrario: i giornali non dicono quello che la rete denuncia e scrive. Domandiamoci se non sia vero che proprio i cosiddetti mezzi d’informazione, quelli che per anni ci hanno regalato pagine di autentica informazione e che adesso si genuflettono verso editori che offrono uno stipendio più sostanzioso, a patto che si rispettino certe regole non scritte nel contratto, ci abbiano abituati ad ignorare, a fregarcene, ad alzare le spalle. Domandiamoci se non sia un esercizio di goffo professionismo, immergere così accanitamente la penna su fattarelli che riguardano una sola persona, mentre il mondo è così pieno di notizie da raccontare che non basterebbero le 50 pagine de La Repubblica per scriverne. L’informazione c’è se si vuole. L’informazione esiste. Basta farla. Ma qui, di informazione non ce n’è più non solo da quando un Presidente del Consiglio viene dipinto come il nuovo Rodolfo Valentino, non solo da quando è diventato il personaggio principe delle marachelle extraconiugali. Non solo da quando si sp

  10. jacopo 16 Set 2009 at 12:36 #

    Ops… superato il limite massimo dei caratteri. Fa nulla. Buon lavoro

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