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Contributo alla "Lettera aperta: costruiamo insieme un´altra Italia"

Appoggio con tutta la mia solidarietá l´iniziativa di Mattia Nesti di esporsi con la sua lettera aperta. Sperando che la proposta stimoli ulteriori interventi tra i lettori e le lettrici, sento la necessitá di contribuire a caldo con due suggerimenti metodologici.

Scusatemi se puó sembrare mancanza di saggezza erotica, ma salterei subito i preliminari, fatti – in questi casi – di preamboli ideologici con l´intento il piú delle volte masturbatorio ed autoesaltante (soprattutto se il testo contiene le parole “comunismo” o “socialismo”) e passo a proporre una metodologia basica di organizzazione che utilizzo qui in Brasile da 13 anni nel lavoro politico e sociale per lo sviluppo sostenibile di comunitá, tanto in spazi e quartieri urbani degradati, come in zone rurali sfavorite.

Proposta 1: La Pianificazione Strategica del programma di lotte in gruppi partecipativi:

a) Definire e redigere una lista di valori, principi, caratteristiche (ancestrali e generazionali) culturali e spirituali di riferimento del gruppo.
b) Definire una “missione” sostenibile del gruppo. L´enunciato sintetico che giustifichi l´impegno di lotta del gruppo. (Siamo un gruppo unito, ci divertiamo ed abbiamo piacere di vederci, discutere, studiare, formarci e lottare insieme per: “questo”.)
c) Descrivere la “visione” di futuro: cosa vuole essere diventato il gruppo tra 4 o 5 anni.
d) Fare un´analisi del gruppo e della situazione politica e sociale nella quale si agisce e redigere una lista di:
d1 – opportunitá favorevoli e possibili minacce (esterne all´attuazione del gruppo).
d2 – punti di forza e di fattori di debolezza (interni al gruppo).
e) Fare una lista di bisogni e necessitá – concreti – per i quali il gruppo é disposto a lottare.
f) Riflettere sulla lista di rivendicazioni redatta e distinguere gli argomenti di lotta in tre categorie:
f1 – Problemi che il gruppo puó affrontare e risolvere senza l´aiuto esterno.
f2 – Problemi che il gruppo puó tentare di affrontare in collaborazione con altri soggetti (singoli o collettivi; necessitá di articolazione sociale).
f3 – Problemi di ampiezza tale da essere fuori dalla portata del raggio di lotta specifica del gruppo (necessitá di articolazione politica ed eventualmente istituzionale).
g) Immaginare una soluzione giusta e sostenibile (secondo la visione del gruppo) per ogni problema listato. Trasformare i problemi in soluzioni e quindi in “mete” da costruire.
h) Disegnare un “albero dei problemi”, dove i problemi/causa sono i rami maggiori ed i problemi/effetto sono i rami che da loro si diramano.
i) Organizzare la pianificazione strategica del gruppo, in maniera il piú possibile partecipativa, distinguendo tempi e modalitá del raggiungimento effettivo e concreto della soluzione dei problemi:
i1 – a piú breve scadenza: i problemi piú semplici e immediati, le “mete”, le piccole conquiste che contribuiscono a costruire il percorso;
i2 – a media scadenza: gli “obiettivi specifici”, con il cui raggiungimento, attraverso l´accumulo di “mete”, cominciamo a consolidare la prassi collettiva e comunitaria del gruppo;
i3 – a piú lunga scadenza: l´”obiettivo forte” e generale del gruppo, che contribuiremo a raggiungere necessariamente articolati con altre forze della societá, in conformitá con la nostra “missione” e in armonia con la “visione di futuro” del gruppo.
l) Fare una lista delle attivitá necessarie (tappe) per il raggiungimento di ogni singola meta, con calendario di date e indicazione dei responsabili per ognuna di essa.
m) Fare una lista di tutto ció di cui si necessita in termini di risorse umane, macchinari e materiali di consumo per ogni attivitá prevista.
n) Calcolare il preventivo per coprire le spese per acquisire i servizi, macchinari e materiali di consumo necessari e responsabilizzarsi in gruppo per la captazione delle risorse finanziarie (e non) per la realizzazione delle attivitá previste.
o) Valutare e listare tutti i soggetti sociali (singoli o collettivi) esterni al gruppo che attuano in settori compatibili con la nostra lotta e definire responsabili o gruppi di responsabili per la cura dello sviluppo di relazioni di collaborazione (non-finanziaria) con cadauno di essi.
p) Articolarsi nei forum di organizzazioni (sociali e/o istituzionali) esistenti, a partire dai piú locali, e promuoverne se non esistenti o non attuanti.

Allegato – Categorie imprescindibili di lotta e/o riflessione di gruppo (secondo me):
– Relazioni umane e sociali di e per la pace, articolate e tessute in reti. Cultura della valorizzazione delle differenze (“da ognuno secondo le sue abilitá, ad ognuno secondo le sue necessitá”).
– Relazioni di genere e generazionali.
– Relazioni di lavoro (esperienze produttive autogestite – lotta al paradigma gerarchico-piramidale).
– Salvaguardia dell´Ambiente. "Sviluppo" X "Decrescita" o Crescita Sostenibile.
– Salvaguardia e sviluppo della cultura locale (in tutte le sue forme artistiche e non, ma soprattutto alimentare – filiera corta). "Pedagogia dell´Autonomia", protagonismo e identitá culturale.
– Comunicazione/Informazione.
– Educazione/Formazione.
– Solidarietá e aiuto mutuo. Riduzione del danno.

Proposta 2

Un´altra proposta – minore – di attuazione in gruppo é una attivitá specifica di comunicazione, indicazione, divulgazione e scambio di materiali di ogni tipo tra compagni e compagne.

Con il fine di riacquisire non dico una egemonia (come sembrava essere qualche decennio fa), ma per lo meno una nuova e maggiore visibilitá della cultura libertaria e popolare, letteratura, saggi, films, musica, teatro, qualsiasi materiale che sia interessante e pertinente con il lavoro di pianificazione strategica descritto e con le rispettive riflessioni, singole e collettive, dovrebbe essere ricercato, scambiato e divulgato il piú possibile – all´interno del gruppo e, quando possibile, soprattutto all´esterno, nella nostra comunitá locale e nella societá in generale.

Questo per far sí che trovino spazio e siano promossi quegli elementi culturali che difendiamo e che siano riscattate tutte le letture (presenti e passate, molte volte dimenticate ed emarginate, o semplicemente disperse) della realtá, consone con i nostri valori e principi.

In chiusura di intervento, mi capita di leggere un pezzo di Jacopo Fo pertinente e lo copio di seguito.

PERCHE’ ADERISCO AL MOVIMENTO ETICO SOLIDALE

Nello scenario agonizzante di questo inizio millennio italiano sta succedendo qualche cosa di grosso?
Anche noi avremo a breve un effetto Obama?
Sta per cominciare una rivoluzione politica che ridara’ alla gente la gioia di lottare e vincere?
Impossibile?
Se si guardano i telegiornali certamente, ma se si vive nel Movimento dei piccoli gruppi che praticano l’alternativa si assiste a una continua crescita di iniziative e successi. Ovunque fioriscono circoli della Decrescita Felice, del Movimento della Transizione, gruppi d’acquisto, botteghe del commercio equo, feste, concerti, cooperative sociali, imprese ecologiche, filiali di Banca Etica.
Un fenomeno enorme che ha poca visibilita’ nel suo complesso ma che a furia di piccoli passi sta modificando casa per casa il panorama politico culturale e sociale. Una realta’ che crea lavoro, risparmio energetico, imprese solidali in tutto il mondo.
Migliaia di pasti cucinati ogni giorno per i disperati del pianeta, migliaia di alberi piantati, pannelli fotovoltaici finanziati e costruiti, cibi biologici prodotti, milioni di litri d’acqua e kilowatt risparmiati.
E una cultura diversa che cresce non sui discorsi di chi e’ bravo a parlare in pubblico ma grazie all’abilita’ delle mani, alla fantasia e al sudore (quello della fronte non quello della lingua). In Italia, nonostante i Veltroni, i D’Alema, i Rutelli, il Presidente e tutte le sue vallette ucraine vestite da babbo natale in bikini, migliaia di persone si alzano ogni mattina e si chiedono: “Come posso far avanzare di un centimetro il mondo migliore?” e si mettono giu’ a spremersi il cervello per creare un nuovo conto corrente ribelle, isolare un tetto, vendere un chilo di caffe’ che ha dentro la speranza di un contadino peruviano, far arrivare un piccolo mulino a vento nel Kalahari.
E ci riescono!
Questa gente meravigliosa, questi che non sono crollati psicologicamente neanche di fronte all’ultimo disastro elettorale, se si mettono assieme cosa potrebbero combinare?
Pensa per un attimo se questo Movimento del fare si saldasse con i circoli degli amici di Beppe Grillo, con i comitati di lotta contro gli inceneritori e le industrie inquinanti, con componenti di base dei verdi e della sinistra. Pensa se fosse capace di parlare anche alla gente di buon senso che oggi vota a destra perche’ non vede alternative.
Siamo tanti, anche se siamo divisi e incapaci di far nascere una strategia comune.
Ma in questi anni abbiamo imparato a usare mezzi nuovi come il web, a organizzarci a rete, a fare impresa e costruire concretamente nuovi mestieri, attivita’ commerciali, installare pannelli solari, lampioni ad alta efficienza e caldaie ecologiche, andando oltre la denuncia del marcio nel sistema.
Bello ma impossibile?
E se ti dicessi che qualcuno ci sta pensando?
Sono stato cinque ore con Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, Alfredo Giacon che ha fatto il giro del mondo in barca a vela come ambasciatore del movimento solidale italiano e Piera Marsilio, scrittrice e musicista. Abbiamo parlato del neonato Movimento Etico Solidale. Parlare oggi di un nuovo movimento politico puo’ sembrare una follia. Ma la cosa non spaventa i fondatori di questo gruppo che credono che sia proprio questo il momento per chiamare all’unita’ su obiettivi concreti il popolo che sta opponendosi con i fatti allo sfascio nazionale.
Salviato mi racconta che in Francia le associazioni delle signore che amano i cani, gli ecologisti della prima ora, gli amanti dell’ambiente bucolico, i terrorizzati dalla catastrofe ambientale, i gruppi etici e solidali e i comitati spontanei di difesa del territorio sono riusciti a fare un patto che e’ partito dal basso e che ha permesso al movimento ecologista-etico di ottenere un risultato formidabile: oggi sono il terzo “partito” con il 16% dei voti, solo un pelo al di sotto del Partito socialista.
Perche’ non facciamo lo stesso?
Uniamo il Movimento del fare, dei piccoli passi, dei piccoli circoli locali, la gente concreta che non ama le chiacchiere e ha a cuore i risultati!

Mentre scrivo stanno arrivando i dati sulle elezioni regionali in Germania. Anche li’ una nuova sinistra ha ottenuto risultati notevoli, un segnale che qualche cosa si sta muovendo a livello internazionale.
Quello che mi affascina del Movimento Etico Solidale e’ il rifiuto per le divisioni ideologiche, la partenza cercando di portare idee semplici, proposte concrete. Salviato inizia dicendo che sogna un movimento che misuri l’impegno dei propri militanti con il numero di pannelli solari installati, con la quantita’ di combustibile fossile risparmiato.
Oggi sarebbe possibile trasformare in fatti le nostre proposte.
Abbiamo decenni di esperienza e le tecnologie sono mature.
Possiamo immaginare di proporre finalmente nuovi strumenti di risparmio, permettendo alle famiglie italiane di investire in modo sicuro e vantaggioso nelle fonti di energia rinnovabile, estendere la logica dei gruppi di acquisto a servizi complessi come la telefonia o le assicurazioni, far risparmiare le famiglie e valorizzare le imprese etiche.
E possiamo perfino dimostrare che un comune che ha bisogno di 3 milioni di euro per costruire una scuola puo’ ottenerli dando vita a un progetto globale di razionalizzazione delle risorse energetiche.
Cambi le lampadine e i regolatori di flusso della corrente e tagli l’80% dei costi dell’illuminazione stradale, produci biogas dai rifiuti urbani organici, tagli del 50% i costi del riscaldamento isolando gli immobili, copri i tetti e i parcheggi con pannelli fotovoltaici, dove puoi installi generatori di elettricita’ eolici, idrici, a scarti di legno. Con una semplice operazione di prefinanziamento e grazie ai finanziamenti dello Stato puoi realizzare gli investimenti senza sborsare un euro e ottenere contemporaneamente i 3 milioni di euro per la scuola, facendoti anticipare i risparmi ottenuti e gli utili provenienti dalla produzione diretta di elettricita’.
Oggi possiamo non limitarci a dirlo, il Movimento contiene le professionalita’ e l’esperienza per trasformare questa possibilita’ in un’azione politica diretta. In campagne di riconversione dell’economia dei Comuni. Far vivere la nostra propaganda politica sulle esperienze.
Quando avremo realizzato simili interventi in 10 Comuni avremo dimostrato di avere un progetto vero per la rinascita economica, ecologica e culturale dell’Italia. Non chiacchiere.
Il fatto di trovarmi per la prima volta di fronte a un’organizzazione politica che si muove su questa linea di pensiero mi ha entusiasmato.
E credo che sia importante in questo momento aprire una discussione su questi temi.
Ben sapendo che non sara’ facile, non sara’ comodo ma potrebbe essere un’esperienza straordinaria di cambiamento.
Vogliamo farlo?
Possiamo farlo?
Come?

Se vuoi saperne di piu’: http://www.movetico.org/

Postato da Jacopo Fo il 07/09/2009 – 13:54 in

http://www.jacopofo.com/nasce-movimento-etico-solidale-ecologia-politica 

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