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Il vangelo secondo Matteo

 

1051 Ieri ero in chiesa, per un funerale. Il prete ha letto una pagina famosa del vangelo secondo Matteo, quella del giudizio universale. Ascoltavo e pensavo ai nostri governanti, a Bossi e Calderoli appena ricevuti in Vaticano dove erano andati a garantire le loro saldissime radici cristiane, a Maroni, il nemico dei buonisti, al meno famoso Ettore Fusco, eletto sindaco di un paese qui vicino, per meriti acquisiti sul campo(rom). Mi sono andata a cercare quel passo dei Vangeli.  Dio divide chi farà parte del regno dei cieli e chi invece sarà precipitato all’inferno sulla base di un unico peccato, il più praticato dal nostro governo.

“Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

Oggi Benedetto XVI ha invitato i cattolici impegnati in politica a seguire le orme del Vangelo. Poiché dubito della subitanea adesione governativa ai desideri papali, visto che non ce la faccio ad aspettare il giudizio universale e che la vittoria di una sinistra vera mi sembra altrettanto lontana, mi accontenterei di  una scomunica per chi non si adegua a Mt 25,31-46  (tutta la maggioranza e quasi tutta l’opposizione).

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