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Razzismo: un piccolo ma emblematico episodio…

Una mia carissima conoscente è stata protagonista di un piccolo ma significativo episodio. Se non altro testimone dell’ assurdo momento in cui stiamo vivendo. In un parco della Riviera del Brenta le panchine erano tutte occupate; una di queste era impegnata da un soggetto che stava completamente disteso, come fosse il suo talamo, anziché seduto.

La mia conoscente, gentilmente, chiedeva se era possibile sedersi. Al sentire l’ accento straniero il miserrimo personaggio le si rivolgeva con volgari espressioni del tipo: “ma non vedi che la panchina è già occupata ?”,“qui siamo in Italia, tornatene nel tuo paese”, “io sono italiano e faccio quello che mi pare perché qui comando io..” e via dicendo. Tralasciando i commenti sui deliri paranoici che, come tali, sono incommentabili, mi chiedo se una certa politica anti-migratoria abbia o no fatto emergere, legittimandolo di fatto, quel razzismo latente evidentemente ben annidato nelle (sub)coscienze delle menti più deboli. Casi ben più gravi di squadrismo razzista accadono oramai nella più totale indifferenza dell’ opinione pubblica e delle istituzioni.
Indifferenti e, spesso, conniventi. Speriamo che questo sia stato solo il caso di un (ignorante) maleducato patentato. Infine, ironia della sorte, una signora venezuelana ha fatto alzare dalla panchina i suoi nipotini per liberare un posto, dopo aver assistito a tutto ciò. Come dire che, evidentemente, inciviltà e buon senso non hanno nazionalità.

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