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La Chiesa, la Lega e l’IDV: la decadenza razzista e clericale della politica italiana.

Simpatico teatrino agostano della politica nostrana.

La Chiesa, dopo essersi accorta con qualche decennio di ritardo di aver sostenuto negli anni un assiduo difensore dei principi cattolici ma anche dei benefici ricavabili dalle escort e da giovani ragazzine in carriera, si è decisa, anche in questo caso con alcuni mesi di ritardo, a denunciare le politiche disumane del Governo in materie d’immigrazione.

Oggi è puntualmente giunta la replica, in pieno stile leghista, de La Padania, che denuncia, con toni che neanche il miglior Pannella avrebbe potuto usare, "Strane ingerenze ideologiche in uno stato laico", arrivando a minacciare la rottura del Concordato.

Peccato che non più di un paio di anni fa, Bossi, con tutta la destra al seguito, avesse pensato bene di difendere a spada tratta la Chiesa e il suo diritto di intervenire nel dibattito politico contro gli orrendi Pacs poiché, parola del senatur, "innalzare le coppie di fatto a famiglia parallela è uno scempio e porta guai".

Potrebbe bastare. Ma, naturalmente, meglio non farsi mancare niente.

Ed è così che arriva la perla di Belisario, dell’Italia dei Valori, che non pensa di denunciare l’atteggiamento del Governo che trapela da dichiarazioni di Frattini a Alfano, ma ritiene molto più urgente difendere "il diritto della Chiesa ad esprimere il proprio parere sui temi caldi del dibattito politico" dalla minaccia, udite udite, di una revisione del Concordato che "farebbe fuori" la Chiesa.

Sarebbe troppo pretendere una posizione politica che denunci le vergognose e disumane politiche del Governo sull’immigrazione e, al tempo stesso, eviti di difendere con ardore di crociata dei documenti che permettono a un vescovo eletto per "volontà divina" di nominare un docente della scuola pubblica a spese dello Stato e che permettono alla Chiesa di vivere nel lusso grazie alle esenzioni fiscali ricevute dallo Stato e ai tanti inspiegabili giri che portano l’8 per mille a finire quasi sempre in tasca loro?

Se non fosse il nostro Paese ci sarebbe quasi da farci una risata su.

Baciamo le mani.

Mattia Nesti

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