Menu 2

Lula: il miglior “rappresentante” brasiliano.

Il Presidente del Brasile, Luis Inácio Lula da Silva, ha fatto scalpore oggi (martedí 25/08/09) per aver utilizzato un linguaggio ben “popolare” in un discorso pronunciato in un incontro ufficiale con i sindaci della regione metropolitana di São Paulo, maggior polo industriale e produttivo del paese.

Lula ha utilizzato la parola “bunda” che in portoghese traduce il nostro popolare “culo”, quando stava ricordando le polemiche dell´opposizione di destra, che aveva sollevato un polverone di critiche subito all´inizio del suo mandato, e ne aveva fatto cavallo di battaglia nelle elezioni in cui é stato rieletto per la seconda volta nel 2006, per aver smesso di affittare aerei per i suoi viaggi ed aver comprato un aereo presidenziale. I critici sbraitavano che si sarebbe dovuto vendere l´aereo per costruire 10 ospedali.

I critici hanno continuato a stigmatizzare il fatto che il Presidente Lula spendesse troppe risorse per viaggiare all´estero, cosí lui ha risposto che, invece, i numeri dell´economia brasiliana nel settore del commercio estero danno pienamente ragione alla prassi da lui adottata: “oggi non esiste piú questa cosa che il Presidente rimane con il culo sulla poltrona (…) pensando che gli altri verranno qui a comprare i nostri prodotti. No, chi vuole vendere deve viaggiare", ha detto.

In effetti, Lula ha poi citato i suddetti numeri: “Voglio darvi un esempio. Con i paesi africani avevamo scambi commerciali dell´ordine di 5 miliardi e siamo passati a 25 miliardi di dollari. Con i paesi arabi ne avevamo 4 o 5 miliardi e siamo passati a 20 miliardi di dollari. Con la Cina siamo arrivati ad avere scambi commerciali dell´ordine di 30 miliardi di dollari".

Rispetto alla crisi economica, Lula ha citato la diversificazione dei destini delle esportazioni come una delle misure adottate dal governo federale che hanno contribuito ad arginare l´impatto della crisi finanziaria globale sull´economia brasiliana. Egli ha pure citato le politiche che hanno ampliato il credito attraverso le banche pubbliche [il Banco do Brasil recentemente ha marcato un record anche nel lucro, raggiungendo i guadagni delle piú grandi banche private. NdT]; oltre che gli sgravi fiscali ai settori produttivi, il mantenimento della stabilitá della moneta e gli investimenti del PAC [il Programma di Accelerazione della Crescita, che non é altro che l´intervento statale in vari settori dell´infrastruttura e produttivi, attraverso il finanziamento di opere pubbliche importanti per la popolazione e l´investimento in imprese statali come la Petrobras. NdT].

Lula ha poi aggiunto due parole sull´artificiosa crisi politica che vige in questo periodo nel parlamento brasiliano, a causa di polemiche sulla moralitá del presidente del senato, che é un vecchio marpione, padrino di un intero stato brasiliano (il Maranhão), ed é stato perfino connivente con la passata dittatura militare, ma poi si é “riciclato” nel partito di centro PMDB, che attualmente é alleato del governo Lula.

Secondo Lula, quindi, la crisi politica é alimentata dall´opposizione perché la crisi finanziaria non ha attinto il paese come immaginavano: "Adesso vogliono sostituire una crisi economica che non si é verificata con una crisi politica che interessa solo loro e nessun altro in questo paese. (…) La sintesi della differenza tra noi e loro é che da ottobre del 2008, periodo in cui scoppió la bolla dei crediti immobiliari di alto rischio negli USA, piú di 500 mila brasiliani hanno scavalcato la linea della povertá [cioé, adesso vivono con piú di un dollaro al giorno pro capite. NdT].

Per chi ha dimistichezza con il portoghese, nel sito dell´articolo dal quale ho attinto la notizia c´é un video del discorso di Lula.

Fonte: http://www1.folha.uol.com.br/folha/brasil/ult96u614773.shtml
Traduzione e adattamento: Alessandro Vigilante

, , , , , , , ,